Psicologo e psicoterapeuta, specializzato in psicologia all’Università di Siena, direttore responsabile della rivista di Psicologia Toscana, in questi anni ho svolto il ruolo di Segretario del nostro Ordine professionale. La mia attività durante questo mandato è stata in gran parte diretta, all’interno dell’ ufficio, al rapporto con i singoli iscritti per tutte quelle problematiche che incontriamo nel quotidiano della vita professionale; dalla necessità di validare una notula alle pratiche per accedere al fondo regionale di garanzia il così detto “prestito d’onore”.

L’operare all’interno degli uffici mi ha dato costantemente l’occasione di avere contatti con colleghi, in particolare giovani, e fornire chiarimenti sulle normative che regolano l’attività dello psicologo ad esempio la “privacy”, sulla quale ho pubblicato più di una nota sulla rivista dell’Ordine o sulla “pubblicità”, che dopo il decreto Bersani ha liberalizzato nuovi spazi e allo stesso tempo ha creato molta incertezza sui modi corretti di proporla. Ho sempre inteso spiegare che questi obblighi, anche noiosi, che ci fanno sottostare a delle regole e richiamano a volte a termini ormai desueti come “dignità” e “decoro” derivano dal “valore” di essere noi stessi parte di una comunità professionale e non dalla iscrizione ad un astratto ente amministrativo.

Con delega della Presidente ho rappresentato l’Ordine a tutte le riunioni del CUP, il Comitato Unitario delle Professioni che ha avuto come interlocutore la nostra Regione in particolare sulla sofferta “ Legge sulle Professioni”. Sono stato fra i Consiglieri favorevoli a dare vita alla “Fondazione degli Psicologi” il soggetto giuridico che ci permetterà di non rimanere esclusi dalla Commissione regionale dei soggetti professionali e potrà fornire a tutti gli iscritti all’Ordine, attraverso le attività che saranno programmate, l’opportunità di ottenere i crediti ECM acquistando competenze nei vari ambiti della psicologia.